Il breinstòrming


Leonardo - Il brainstorming

  • Io (giulivo, guardando l’andamento vendite): Siamo in una splendida situazione!
  • Lei (sguardo sconsolatamente feroce): …Davvero?
  • Io (entusiasta): Certo! Siamo quasi rovinati, e dunque…
  • Lei (cantilenando): …Non possiamo scendere più di così, possiamo solo risalire.
  • Io (deluso): Ah, la sapevi?…
  • Lei: Vecchia come la storia della ditta individuale a socio occulto “Miracolo pani & pesci”; due ingredienti che, comunque, qui, anche volendo provare, non ci sono nemmeno in dose campione.
  • Io (broncio triste): Volevo fare come i motivazionisti… loro dicono sempre anche la storia dello spermatozoo, la sai la storia dello spermatozoo?
  • Lei (annoiatamente materna): No, com’è la storia dello spermatozoo, vediamo un po’: che “tu, tu, proprio tu sei un vincente perché tra milioni di spermatozoi sei quello che ha vinto la gara degli spermatozoi”?
  • Io: E cacchio, ma allora la sapevi!…
  • Lei: E ci voleva tanto a ricavarla. Ma che, sei stato ad un corso di marketing senza dirmi niente?
  • Io: Ma no, figurati. È che su internet si trova tutto…
  • Lei: Bravo che non hai speso soldi, se no oggi uscivi male di qui. Hai trovato sul tuo internet anche il modo di diventare ricchi senza fare niente?
  • Io (illuminandomi): Certamente! Basta scrivere un libro dal titolo: “Come diventare ricchi senza fare niente”, e poi dici anche “iscrivetevi al corso”; sapessi i minchioni che abboccano!
  • Lei: Ti ricordo che noi lavoriamo nel settore “chimica per l’edilizia” e le case o stan su, o non stan su; mi spiego meglio: quando non stan su, cascano. Sai scrivere un libro dal titolo “Come non far cascare le case”?
  • Io: Eh, come sei negativa!
  • Lei: Per forza: con la banca ci tratto io; tu non sai neanche cos’è, una banca.
  • Io (piccato): Certo che lo so: (recitando)  è il luogo dove si mettono i soldi.
  • Lei: E questa è la ragione per la quale devo trattarci io; se ci vai tu vestito a quella maniera, con la barba di due settimane e l’ombrello rattoppato, la guardia all’ingresso ti spara subito; se invece riesci ad entrare e dici il numero del conto, dopo averlo controllato ti spara il cassiere. Bene: qualche idea?
  • Io: Sì: farei un bel caffè.
  • Lei: …Dicevo idee per il lavoro…
  • Io: Ahssì, certo!… (scartoffiando):  dov’è dov’è… ecco qua: stavo giusto pensando alla società in Brasile con quello che è venuto il mese scorso, sai quel tipo con la cicatrice sull’occhio, che sussultava quando passava l’ambulanza, un po’ losco… la sua mi sembrava una ottima proposta.
  • Lei: A parte per il losco, e per il capitale di esordio necessario all’acquisto delle concessioni, della struttura, dei macchinari, della pubblicità, alla copertura delle spese prima degli incassi… senza contare che andare a Rio ogni mattina partendo da Bergamo e tornando in tempo per la cena avevamo pensato venisse lunghetta, ricordi?
  • Io: Ah già, c’è il viaggio.
  • Lei:  Eh.
  • Io: …Neanche a pensare di trasferirci, eh?
  • Lei: Piuttosto vendo i tuoi reni sul mercato arabo.
  • Io (insinuante): …Però… ogni volta fai riferimento a qualcosa che mi riguarda… (sorriso torpido):  mi hai sempre in mente, eh? (tono baritonale soffiato):  Non sarai un po’ innamorata di me?… (sguardo felino)  puoi dirmelo, siamo in confidenza.
  • Lei: Ma sicuro: sei di gruppo zero positivo!…
  • Io (tra me): Evidentemente sto invecchiando. (a lei):  allora che ne diresti di esaminare la possibilità di chiedere un finanziamento ad un finanziatore che ci finanzi?
  • Lei: E noi in cambio che gli diamo?
  • Io: I debiti! Ah ah ah! Sono simpatico, eh?
  • Lei: Da morire. E se séguiti così non ti ci vorrà molto.
  • Io: Va bene, niente finanze, così restiamo coerenti. E se provassimo ad importare un prodotto eccellente in esclusiva sul territorio nazionale?
  • Lei: Questa è una ottima idea. Qual è questo prodotto?
  • Io: E che ne so. I motivazionisti dicono sempre cose vaghissime.
  • Lei (rassettando carte): Fantastico programma, dunque, proprio nel senso “di fantasia”. Ma se cominciassimo a farci pagare le commesse?
  • Io: Ehi, sai che è una idea geniale? Si vede, che lavori con me da tanto tempo: dài e dài sei diventata quasi come il maestro!
  • Lei: Mh, già. Per esempio, (prendendo un foglio)  hai telefonato alla Donalduck Spa per chiedergli garanzie di saldo?
  • Io: Come no.
  • Lei: E che ti ha detto?
  • Io: Eeee… è vero che noi due siamo in confidenza, maa… insomma… sei una donna, ee…
  • Lei: Ho capito. La Bischero Srl?
  • Io: Beh, sai com’è, il linguaggio aziendale è tecnico, sempre uguale…
  • Lei: Va be’. Troviamo altre idee, vah.
  • Io: Se riprovassimo con la società d’impresa? Dieci anni fa aveva funzionato, e se non era per il socio demente…
  • Lei: Indovina cosa manca
  • Io: La carta bollata? Vabbè, la compriamo.
  • Lei: Quella ce l’abbiamo; mancano…
  • Io: Ah è vero: le certificazioni; vabbè, facciamo i corsi.
  • Lei: No, mancano i…
  • Io: Ah, ho capito: i nome, i marchio; e la chiamiamo “Gino Srl”, per logo una faccina che ride, o che vomita, chissenefrega, l’importante è cominciare!
  • Lei: …I soldi! Asino!
  • Io: Uh già; e ma uffa, non si può fare niente senza soldi?
  • Lei: No!
  • Io: Per la miseria. (pensa e poi s’illlumina):  Eureka!Mia cara: ho avuto una idea geniale, una delle mie, di quelle che – tràc – risolvono!
  • Lei (diffidente): …Cioè?
  • Io (pavoneggiandosi): sai come sono io, mi conosci, siamo in confidenza… quando mi ci metto, nei momenti difficili, io, tràc…
  • Lei: trac, ho capito; ma l’idea?
  • Io (aria furba): tu hai detto che tutto ciò che manca sono i soldi, no?…
  • Lei: sì, embè?
  • Io (aria sempre più sorniona): le idee le abbiamo, le opportunità ci sono, le energie non ci mancano…
  • Lei: …dunque…?
  • Io (suspence): se ci mancano solo i soldi…
  • Lei (esasperata): e parla, cacchio!
  • Io (vittorioso): ma è semplicissimo: basterà fare prima i soldi!
  • Io: ahia! Ahia! Ahia!…