Il cassettone perduto


Come ognun sa, il sogno di ogni bambaccione è vedere pubblicate da Einaudi o Adelphi le minchiate poetiche che faceva da giovanissimo.
Ebbene:
L’altro dì, scavando in casa dei miei, ho trovato un sacco in plastica il quale, non appena preso, mi s’è disintegrato fra le mani; “alla faccia della stabilità della plastica” – ho pensato, ma ho dato un giudizio precipitoso perché il contenitore aveva millenni e conteneva varie cartellone gonfie di carteggi. Inquisitele, ciò che m’è apparso era una cronaca della preistoria in immagini, una sorta di grotta di Chauvet personale; affascinato l’ho sfogliata piano, come un vero archeologo.
Ed ho scoperto che al pari d’un valcamuno, anch’i’ho graffito su supporti gran parte della quotidianità dell’epoca dinosaurica; utilizzavo per quello scopo inchiostri in rapidograph (penne estinte), pennelli, matite e cere, acquerelli, diti intinti, aerografi, terre strusciate o puramente biri (il plurale di).

E poiché anch’io, come tutti, conosco l’incipit d’esordio (ridondanza, il so, e allora?) e siccome lucidamente ipercritico so d’essere un minchione, ecco che pubblico un florilegio di quelle minchiate, metà scrollando il capo a veder quanto tempo disperdevo in -appunto- minchiate, metà sorridendo di quel ragazzo che – incredibilmente – anch’io son stato.
Incredibilmente, dico, non riguardo a “ragazzo” bensì a “sono stato”, perché nessuno m’aveva ancora detto che non lo sono più. Ed ora me ne sono quasi accorto, caspita.

Ma tanto io dimentico facilmente.

***************

Graficaggi varii; prove di illusione 3D con aerografo

aerografo prova resa 3D

 

E misto pastelli, matita, biro; prova aerografo realismo materiali e china sulla riflettenza metallica, poi tavolo a pennarelli e matite e cubo ad aerografo

pastelli biro matita prova 3Daerografo prova resa materialiprove di riflettenza metallica

 

Indi poscia prova di resa con puntinato

puntinato

 

tratteggiato

tratteggiato

 

e “gestalt”

gestalt

 

Giovin cornacchia

cornacchia giovane

 

E zebra

 zebra

 

Formica

formica

 

Ed accenno di gatto

gatto accennato

 

Studi per la pubblicità di un anticorrosivo destinato alle armature metalliche nelle costruzioni edili; il fatto che io abbia gli originali mi fa dedurre che furono scartati, mannaggia a quegli incontentabili

pubblicità 1pubblicità 2pubblicità 3

 

e andiam anzi: chiaronero con incursioni e classicismo accennato

 

evvài di ritrattistica ad sfogandum: compagni di teatro, quando lo si faceva, e di studi, quando non si studiava

 

Un amico cui piaceva il vin che ciavevàmo nella casa di campagna che non ciabbiàmo più (Marcello, cornutone avvinazzato, dico a te)

marcel gustavino

 

nonni e madre e padre (che qui stavano allegrissimi)

 

due autoritratti nel mentre che c’avevo (li ho avuti: ho i testimoni) venticinqu’anni; faccetta un po’ da pirlino, ma poi è cambiata.

 

Eppoi la vendetta di chissà chiffù che stanco dell’esser soggetto di ritratto, volle farmene oggetto. Simiglianza insomma, ma buona mano, devo dire. La scritta maltagliata recitava “ritratto del ritrattista”.

ritratto a me

 

Che è? Boh; forse dall’isola del Dottor Moreau, un ibrido di giaguaro

giaguaro

Qui non so proprio che mi fosse preso, probabilmente un dopo-stravizio; ma mi piace questo volto che si dissolve al vento

perde i colori al vento

 

Ed ecco Kristin Scott-Thomas, ovvero Patrizia, bionda a volte molto graziosa, altre bellissima, come la sosia.

Kristine-Patrizia

 

Lì c’erano dei disegni, perciò questo è un metadisegno di C.

c

 

La maliarda crudele Stè, bellissima fata feroce da me ridotta (volevo forse fermarla) a bimba con tratti di colore agitato, metamorfosi in cui lei, giustamente, non si riconobbe. Ho dovuto, per ragione di pubblica decenza, tagliare il resto dell’immagine ove lei aveva graffito la sua versione di me.

stè

 

Ed ora, politicando: codesto è Cossiga. Un tempo lo scrivevano colla doppia esse nazista. Esteticamente (è quel che importa qui) il vecchio malvissuto aveva l’occhio pendulo ed una bocchetta brutta, piccola, col tic. Pareva dormisse un sonno agitato. Esteticamente era proprio un disastro e caricaturarlo era impossibile: ogni caricatura diventava una foto segnaletica. Qui ci ho provato ad esasperare, ma niente: anche questa sarebbe potuta stargli sul passaporto. Passate oltre, ché Cossiga fa impressione.

cossiga

 

E lui l’è Montanelli. Oggi è come padreppìo misto a Marx, ma allora ci stava davvero sul culo per traverso. Ringhiava presuntuoso e cazzaro e vomitava certi putridumi come il consiglio di “turarsi il naso” e votare comunque DC, che menargli sarebbe stato poco. Ma oggi ce l’abbiamo a fianco. Fortuna che è solo idealmente: di uno così mi fido come di qualcuno prossimo alla crisi d’astinenza. Ciclotimici.

montanelli acquer.

 

Cesare Romiti – i posteri di oggi sappiano che era il cameriere di giagnagnèlli, ‘o patrone della FIAT e faceva il VicePresidente finché arrivò Mani Pulite, ed allora ‘o patrone lo fece Presidente perché finisse nella merda lui. E lui v’entrò con le scarpe da mezzo miliardo che portava. Oggi, comunque, questo figuro che un tempo odiavamo come fosse iddio proprio, confronto a marchiònne, berluscòni e compagnia pare una cosa tra il Dottor Schweitzer e Teresa di Calcutta. Pensa un po’, pensa.

romiti

 

‘O patròne giagnagnèlli, in una delle sue irresistibili pose maggiordomiche

massimbon_0001

 

Una vignettona sul Craxi di Mani Pulite, credo; ho anticipato la ricerca sfociata nella clonazione della pecora Dolly. E nessuno mi ha nemmeno ringraziato.

clonazione

 

Qui non mi ricordo a cosa esattamente mi riferissi, ma credo si tratti dei lai che i cahiers de doléances edicolieri riportavano sul trattamento riservato al cràsci, per il peccato veniale dell’essersi fottuto dei soldi nostri ed aver trasformato il nobile nome del Socialismo in sinonimo di borsaiolismo. Paragonavano questo grande statista, come si ama dire, ad ogni nome della Storia e pure al padreterno in persona, gli stipendiati, e allora…

come...

 

Uno studio grafico-socio-liturgo-teologico. Scherzavo mica, io, nemmeno allora.

totem e tv

 

Bush. Non il pirlotto, bambini: il pirlone, il papà. Fu presidente anche lui ed iniziò la Guerra del Golfo, la prima contro l’Irak. Non ricordo se qualcuno pubblicò questo disegnino dove l’ameregàno infiàccola di libertà tutto il Medio oriente.

bush padre

 

Ed ecco l’inimico, Saddam Hussein, allegro quasi quanto mio padre; quasi da longo, è ovvio: nessuno raggiunge mio padre, come lui è allegro forse solo Cristo in croce.

saddam hussein

 

Ed eccoli uniti in una mia ennesima profezia: siamo nel ’90, Prima Guerra del Golfo; l’Occidente, simboleggiato dall’America, assaliva uno Stato Mediorientale ed io – che ci vedevo lungo – dissi che così saremmo stati considerati strumentalmente “crociati”, in quell’area. Ecco dunque il busciòne accorgersi di quel ch’è magicamente (magicamente per i gonzi come lui) diventato mentre il saddàmm s’è fatto totem brandendo la Spada dell’Islam e radunando sotto di sé rappresentanti tipici della zona; si vedono un ayatollah (Khomeini era morto, fa fa niente: il prossimo), Arafat e – credo – il Re di Giordania. La vignetta s’è avverata solo in questi ultimi anni, ma questo significa appunto che io ho il dono della profezia a lungo termine. Prezzi modici per sapere se la fanciulla ci starà o state perdendo tempo, compagni.

saddam totem

 

Quest’accoppiata è strana: c’è dentro Lou Reed e Cyrus Vance (segretario di stato USA fino all”80; perché? Boh. Sarà un’altra profezia non ancora avveratasi.

vance-reed

 

Questa vignetta è un enigma; è di molto precedente alla frase di berluscòni sull’”unto dal signore” e precedente anche a “Mani Pulite”, dunque ri-certifica la mia abilità profetica. Il bimbìn gesù è cràxi ed a lui portan dono di soldi i magi giagnagnèlli, berluscòni (!) e de benedetti.

unto dai signori

 

C’è stato uno più brutto di Cossiga? – ebbene, ragazzi, so che sembra incredibile, ma sì: c’è stato. Il suo nome è Lamberto Dini.  Di lui Paolo Hendel diceva che “è quasi normale dalla cima della testa fino agli zigomi, e poi ‘schifeggia’” insomma, rispetto al possibile, gli ha fatto una specie di gran complimento. E io pure.

ministro x

 

Bòssi, colla sua disgustosa espressione disgustata

bòssi

 

Achille Occhetto. Credo che siamo nel ‘91, anno in cui il tremebondo, con uno straordinario gioco di prestigio, fece restare il glorioso PCI sotto i calcinacci del muro di Berlino crollato due anni prima. Mi faceva ‘na rabbia, il suo fare il colpevole immaginario piagnone, ma non riesco ad insultarlo perché in fondo gli volevo bene. Un compagno che sbagliava; anzi: che non ne faceva una giusta manco per errore.

occhetto

 

Eccolo qua, l’”unto dal Signore” di quando lo disse.

unto dal signore

 

Berluscòni; qui evidenziavo la falsità del suo famoso sorriso a cento denti. Anzi: novantanove, come si vede. L’epoca è quella dell’ “Itàlia è il Paese che amo…”. Di nuovo, sono stato profetico: anni poi, il bisunto perdette l’incisivo ad opera di un attentatore che gli tirò in faccia il Duomo di Milano. Purtroppo, solo una copia in scala.

berlusdente

 

Come dimenticare sua panzità de michèlis? Fu niente popò (ci sta bene basta così) che Ministro degli Affaracci Esteri, intendendo per “esteri” quando ùsci la sera e vai in discoteca. Infatti scrisse, davvero, una guida alle migliori discoteche; gli piaceva ballare, gli piacevano le sgarzoline e gli piaceva pure farsi corrompere un tantino, e poi patteggiare. Portava dei meravigliosamente schifosi capelli lunghi de drìo le spalle. Un uomo indimenticabile, sua panzità.

de michelis

 

Ogni un tot, si riparla di Moro. Quello fu uno di quei momenti e la vignetta è fin troppo ovvia.

moro BR

 

Moro è semre (dunque anche allora) argomento affascinante, almeno da morto, perché da vivo ti faceva due coglioni così solo a nominarlo. I problemi della sua detenzione sono ancora (dunque anche allora) aperti: non si sa bene, per esempio, chi l’abbia ucciso; chi l’ha ucciso? Non si sa; e allora chi l’avrà ucciso?

moro chilaucciso

 

Boh. E poi, i suoi carcerieri erano tre (Moretti, Balzerani ed uno che non mi ricordo), ma poi c’era il “quarto uomo”: chi era, il “quarto uomo”? Intanto, era un uomo, e poi era pure il quarto, e fin qui, siamo sicuri; ma poi? – Io, raga, sono per il numero 7. Per me è ovvio che il quarto fosse quello lì.

moro quarto uomo

 

Molto bene: basta co’ ‘sto Moro. Questa riguarda il ’93 del ‘900, un anno affascinante per almeno due motivi: l’uso in Germania di cadaveri al posto dei manichini per i crash-test automobilistici, e lo “sdoganamento” dei post-fascisti. Il nostro fìni, infatti, fino all’anno prima proclamava che mussolìni era stato il più grande statista del XX secolo. E si sa che tra noi e tedeschi c’è uno storico apparentamento che ci fa far le stesse cose.

fini car.

 

Appropòsito di fìni, in quegli anni là dello sdoganamento si parlava anche di riconciliazione, ma – pensavo io – come fai a riconciliarti a quel livello?

riconciliazione fini

 

Questa doveva essere seguente allo slogan dell’”esportare la pace”, prima Guerra del Golfo. Anche questa, ovvia.

colomba della pace

 

Ed ecquequà due belle facce che furono attive con alcune luci, e poi mostrarono qualche ombra; il Pannella ante-berluscònide ed il Santoro di Samarcanda, idem.

pannella-santoro

 

Due dei più biechi politicanti nostrani: andreòtti, condannato per contiguità mafiose con prescrizione del reato per decorrenza dei termini e cràsci detto cràxi, ladro e latitante, “esule” sedicente; perché così sembrava il Conte di Montecristo e non un barabba tagliaborse. Qui erano vivi e ciascuno nel pieno della propria attività professionale; sia lode al cielo, adesso

cracsotti

Terminando senza ambasce, qui s’era all’Assedio di Canelli, rievocazione d’una battaglia del seicento in cui ‘o paesello resistette alle armate del duca di Monferrato tenendo parte dei Savoia che però alla fine lo presero in quel posto. Girando nel chermessone, colpivano certi musicanti stranieri che suonavano tutti ingrugnati, come fossero lì per fare un piacere a qualcuno e non vedessero l’ora di andarsene. Erano antipatici. Ed erano proprio quei tre lì. Un tizio con un bambino gli è passato accanto e si sono scambiati uno sguardo torvo. Seguì vignetta per coloro che c’erano allora con cui riderne.

assedio

Bene: anche se a nessuno (e mi pare giusto) sbatte un ångström, io mi sono divertito nel ritrovare cose tanto vecchie e ciò mi ha fatto ricordare che ce ne devono essere ancora. Se le troverò, le aggiungerò qui, a maggior gloria di Dio (tanto quello si fotte la gloria in ogni caso) ed anche per non replicare, come consigliava l’amico Paganini, l’idea, col rischio di aggiungere rottura allo sbattimento di balle.

Un saluto. Non fatevi vedere perché potrei disegnarvi.