Ceci n’est pas une sigarette


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Magritte ha ragione: la sua pipa è in realtà un quadro, e così la mia sigaretta è una foto; da qui potrebbe venirne che anche quello non sono io bensì una foto e siccome la sigaretta ed io siamo entrambi una foto, ecco che io sono una sigaretta. Per questo motivo non si possono fare foto in cabina elettorale: se lo si facesse, quello non sarebbe più un voto, ma una foto (come me, e come la sigaretta) e di conseguenza il voto come essenza di sé sarebbe nulla, e quindi nullo.

 Ma basta non fare foto per votare validamente? E se arrivasse in cabina elettorale uno come Magritte e – rapido come un vero grande artista – disegnasse la scheda e tutto uscendosene con un bel: “questo non è un voto”? – No: grazie al depotenziamento della raffigurazione fantastica nella nostra era tecnologica, in questo caso il simil-Magritte sarebbe considerato solo un bizzarro, ed accompagnato all’uscita dal soldato di piantone, ma la sua scheda andrebbe inserita regolarmente nell’urna. E il Papa? Abbiamo mica detto che questa era tecnologica ha provocato il depotenziamento della raffigurazione fantastica? E allora che ci fa, qui, il Papa? E berluscòni? Che ci fa ancora in giro berluscòni, che pure si ricandida a questo ed a quello, ed è appena uscito dalla condanna ai servizi sociali per aver truffato lo Stato che stava amministrando? Non è forse una cosa fantastica, questa? E rènzi? Come fa questo rènzi, nella povera città di Monza, a berciare che delùca è un grande amministratorecenefosserotanticomelui? Boia, delùca è prescritto per delitti certo delittati ed ha procedimenti penali in corso per decine di delitti ancora da stabilire tali, ne ha tanto da far invidia al precedente, e vogliamo altri come lui? Cioè: vuole altri come lui il capo degli amministratori pubblici che è pure colui che ci vuole cambiare la Costituzione? Ammetterete che è fantastico.

 Dunque forse Magritte ha ragione adesso come ne aveva allora: quella non è una pipa, io sono una sigaretta, quello non è un voto e rènzi chissà che è. A me vien voglia di manco saperlo, e poi penso: mi sono informato bene, e la Costituzione va benissimo come è. Nemmeno un paragrafetto ostacola il lavoro così come neppure lo incrementa. In caso contrario, ai miei clienti io non manderei delle schede tecniche ma articoli della Costituzione, magari scrivendogli “questo è mica un articolo della Costituzione, questa è una e.mail”; però metti il caso che trovo l’ignorante che non sa niente di Magritte, di filosofia e di semantica e mi considera inaffidabile, passando alla concorrenza. Sia mai.

 E allora, come scheda tecnica, datosi che la Costituzione influisce una fava sul progresso, che le Leggi non subiscono rimpallo per un cazzo perché quando servono al Parlamento vengono approvate in pochi minuti e di notte e considerato che nessuno starebbe a sentire un amministratore di condominio che magnifica una impresa di restauri nota per la sua fetenzìa, io mi chiedo chi mai possa essere così gonzo da votare un “sì” a questo referendum, mi chiedo. Chi mai, mi chiedo. Chi mai.

Nessuno, nessuno di voi, è chiaro. Esclusi i presenti. È confortante sapere che ci siete voi; il mondo sembra meno scemo. Grazie, ragazzi, di non essere scemi. Magritte si sbagliava, ne sono certo; essere una sigaretta così come uno che si fa restaurare l’appartamento dall’impresa Bandabassotti, mi pare riduttivo.

Chiosina:  – la strampaleria dello stile vuole imitare l’insensatezza delle argomentazioni che si odono portare da chi parlicchia di questo voto senza essersi informato di alcunché. Tanto è il mio superbo disprezzo per chi chiacchiera a vanvera, che gli faccio il verso. Lo stile vuole anche sfotticchiare il modo strampalato in cui coloro ritenuti esperti d’arte spiegano, ed a volte giustificano, quadri sculture “installazioni” con ragioni cerebrali quanto pencolanti a cui – mi son sempre chiesto – chissà se gli autori delle opere avevan mai pensato. In molti casi, son convinto, l'”esperto” qualifica l’opera anche di fronte all’autore che pensa: “ostia, ma allora è bella!” – e allora anch’io spiego il tentativo di voto così, alla cazzo; perché questo voto qui è proprio una installazione balorda che altrimenti non si capirebbe. Ma la progressione del testo, invece, è logica, per cui questo è un testo serissimo e chi ride, sbaglia. A meno che non rida di quegli altri, nel qual caso (ma ne dubito) avrebbe capito.

2 pensieri su “Ceci n’est pas une sigarette

  1. Capii ‘na sega del “pingback” sopra (io parlo inglese solo cogli stranieri; con gli italiani utilizzando l’italiano, non compenetro l’inglìsc) perché nonnò compreso cosa la Donna Canone c’entri col referendum, il discorso in quaestio (il latino va bene perché è protoitalico), ma accetto il pingbèc perché ogni intervento lo è (accetto). Solo andrebbe – a mio insindacabile avviso – motivato un poco; introdotto. Benvenuto il pingbècc, dunque, e speriamo in una sua chiosa, prima o poi. Un saluto.

  2. Pingback: La Donna Canone risponde ai tuoi dubbi sul pagamento del canone

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