Da uomo a berluscònide


Caro per me incredibile elettore di berluscòni:

Se tu sei un uomo, come lo sono io, voglio immaginare che anche tu, come me, dopo aver dato modo ad una squinzietta da quattro (mi correggo: quattrocento) soldi di trattarti così, ti suicideresti. Senza indugio, subito, all’istante, gettandoti ad esempio sotto la metropolitana, o garganellando giù candeggina come se piovesse o, nella sciagurata mancanza di tram e caustici, catapultandoti di testone contro un muro, meglio se scabro, ché spacca meglio.
Perché un uomo è dignitoso, talvolta perfino sussiegoso, addirittura superbo; e questi non sono difetti: sono la manifestazione esteriore della considerazione di sé che un uomo deve avere. Poi mìtiga con la buona creanza, con il senso del relativo ed anche con una dose di bonario paternalismo verso il volgo, ma per la madonna: un uomo che si possa guardare sa cosa è.
– “Cosa?”
– come cosa, cretino: lui! “Sa cosa è lui”, lui stesso.
Dunque, io e te, elettore uomo, dopo che una squinzietta da quattromila soldi ci si rivolge così e noi sappiamo che ha delle ragioni, per quelle ragioni, per quella scena da suburra, da anticamera di un lupanare di suburra (se abiti al mare: “di angiporto”) per quella smentita azzerante di ogni nostro prestigio, rilevanza, autorevolezza, fascino, rispettabilità – io e te ci uccideremmo d’un lampo. A che serve essere uomini senza poterlo essere da uomini.

Se sei donna, cara elettrice d’un berluscòni, se sei donna come io non sono, pensa al tuo compagno; pensalo, e ricordati cosa ti è piaciuto di lui. Ma forse ho sbagliato esempio: pensa a cosa da ragazzina ti piaceva pensare di un uomo, pensa cosa ti piace degli attori del cinema. E adesso véditi il bel George Clooney, simpaticamente spavaldo, sicuro di sé, mai timoroso, reattivo, vincente – al telefono con la squinzietta da quattrocentomila soldi. Somiglia di più al George (Clooney) o all’Alberto (Sordi)? Chi ti piace di più tra i due, per portartelo a letto, intendo? Perché è poi per quello che ci si piace, ed è ancora così che ci si innamora. Ti piacerebbe sempre, vedendolo burattino tra le unghiette policrome d’una squinzietta da quattro milioni? Ma chi glieli dà, quattro milioni, ad una squinzietta – dirai tu, come dico pure io dalla sponda opposta del rivo che per fortuna ci separa (ma io so nuotare) – glieli darà un poveraccio che deve pagare le squinziette, e dopo che le ha pagate quaranta milioni, ne vien pure sfanculato. E allora, cara elettrice d’un berluscòni, guardami negli occhi, torpidamente se vuoi, così la facciamo un poco più sensuale: che uomo è, un coso così? Un uomo da seguire perché sa come si fan le cose? Un uomo che sa come farsi seguire? Un uomo che conduce? – Ho finito, elettrice; ti chiamo più tardi.

E adesso, a tutti e due: per servizio pubblico ho allegato appena sotto la registrazione del fenomeno; mettetela sul cellulare e fatene la sveglia mattutina. Dài e dài a svegliarsi con questa solfa, pur ci volesse del tempo vedrete che vi sveglierete.

E’ la Cura Ludovico. Ve la meritate, ma è per il vostro bene. Tanti auguri: ne avete davvero, davvero bisogno.

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