Fare la faccina


Si sa che ormai la faccina non si chiama più così, si dice “emòticon”, così come si dice (e nessuno sa ‘cazzo sia) “capital gain”. Un tempo la faccina aveva però un senso: era una invenzione grafica. Siccome era una invenzione, oggi ci hanno impedito di reinventarla; come? Mettendola “di default” (o di capital gain) su tutti gli strumenti di chiacchiera, dai siti d’incontro (sòccial) ai telefonini “(smàrfon). C’è già lì, la faccina, devi solo compulsarla coattivamente, fai “clic>” (non “pigiare”, neh, sennò non si capisce più niente) e ne trovi a milioni: sorridenti in tutte le sfumature, incazzate in tutte le sfumature, scoglionate in tutte… insomma ci siamo capiti. Non devi più dire una minchia, fai “clic” e la faccina parla per te. Vuoi salutare? E fai clic. E la faccina saluta, àgita pure la ghigna infame che tiene, scuote ‘na mana sopra il cranio e gràtula l’interlocutore che ti risponderà del pari. Dialogo a faccine, porco quel tizio strano vestito anticamente e raramente perspicuo.

Ma ribelliamoci, no? – No. E’ tardi. Oramai anche i profondamente acculturati c’hanno l’abbitùdine allo clic, e ti faccìnano, e a te viene il nervoso e vorresti dire: ma parlami, porco sempre quello, perché mi fai questo, perché mi faccìni!

Sai com’è, una protesta così, adesso, ha un po’ il sapore della rievocazione della battaglia di Campaldino: la gente sorride, fotografa e va via dicendo: “sì, sì, ma che palle”. Però, se faccina dev’essere, io voglio almeno tornare all’antico modo; i segnetti sono lì ancora, quelli di un tempo (un par d’anni fa) ed allora usiamoli e facciamo faccine; facciamo:

 

Un riccio riccio

   .  ’’’’’’’’”’
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Un’istrice (o un riccio stupito)

      I//////
   .              _
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Un dromedario

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  /I   /I

Una faccina, però da culo

  ..
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Un africano perplesso

  • I:(/)

Un cinese gigante seminascosto

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Zorro (solo il segno, la volpe è imprendibile)

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La stella cometa (molto lontana, lo so, ma d’altronde è una stella)

*<

Una cacca mimetizzata su un prato (attenzione, è proprio lì)

\/v£°%/vi\I@vviI/v%v°\/vJ/

Uno stormo di uccelli migratori (o, se capovolgete, un albero di Natale)

   VvVvvV 
     vVvv   
—    vV  —
        v   –

Una balena (vabbè, scherzavo: una chiocciola)

//_@_   

Dracula

~~~
O O
____
V   v

oppure Gesù, così:

   Q
 / . .\
/   o  \    L
    vv

Un tizio che legge (e fuma la pipa)

             \\\\
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      ”   ~
      M<

Il prossimo modello FIAT (mi pare la Gnàrfa)

_ / H \_
  O —– o

Cane e padrone (e Thomas Mann? – beh, ora non esageriamo)

                ~
? – ¬ °     .\
     ~     <_
/           (_
              /

 

Dice: “sì vabbè, ma ‘sta roba a che serve? Io metto le faccine per dare delle emòticonz, mica per fare i disegnini” – allora è peggio, dico io. Per dare delle emòticonz fai una rapina; vài in piazza e regala il tuo conto in banca al primo che passa; accoppiati con un ornitorinco di fronte al guardiano dello zoo (che le grida: “Maria, no, perché!…”); bùttati dalla finestra dell’ufficio sul Porsche nuovo del tuo capo; tàgliati un’arteria e spruzza di sangue il mercato rionale. Ma come pensi che quei segnetti possano dare delle emozioni? Sono segnetti. Ti sei emozionato quando li ho fatti io? E’ stato bello? Vogliamo accenderci una sigaretta?

Come non fumi: dopo tutto questo? E allora che razza di conformista sei?

2 pensieri su “Fare la faccina

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