La prova d’amore del Signor Veneranda


Scrivetti codesta durante il ventennio, ma le ultime rènziche

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/04/19/barbarie-giustizialista-storia-di-unossessione-dal-padre-nobile-berlusconi-fino-a-renzi/2653363/

l’hanno resa di scottante attualità e così la ripropongo:

———————–

Ma perché questi benedetti elettori dei berlusconi non provano a vivere secondo lo stile dei loro candidati? Funzionerebbe?

Questa discussione che dòmina i media, sull’amore e l’odio per il Premier, mi ha colpito molto e così ho cominciato a studiare a fondo il problema; leggi leggi, ascolta ascolta, sono giunto all’apodittica conclusione che: c’ha ragione il Premier.
Ma, siccome a me piace rendermi conto delle cose di persona, ho voluto fare una prova, giusto allo scopo di dar ancora più ragione al Premier, per il quale confesso di avere una venerazione che rasenta la monomania ossessiva psicotica causante coazione a ripetere. Premier.

Eccomi dunque a verificare sul campo la bontà dell’argomentazione del Premier:

-Io: – allora, ingegnere: lo firmiamo questo ordinino?
-Cliente: – caro signor Internet, la sua offerta è davvero troppo alta! Ecco, guardi qui (mi mostra dei fogli) vede? Lei è più caro del trecento per cento!…
-Io: – beh, non vorrà dirmi che questa modesta differenza sia causa di qualche problema per la nostra fornitura!
-Cliente: – alla faccia di Babbonatàle! Sarà modesta per lei, e la invidio; noi siamo in regime di contenimento dei costi, abbiamo trecento dipendenti in cassa integrazione, subiamo uno stop delle commesse dai nostri maggiori clienti e abbiamo i cinesi che dilagano sul nostro mercato; mio figlio di sei anni ha scritto su un tema che il suo papà piange più del fratellino neonato forse perché la mamma non gli dà il biberon; dove vuole che trovi i soldi per quell’ammontare? Mi faccia uno sconto!
-Io: – prego? Non ho sentito.
-Cliente: – via signor Internet, si allinei con i prezzi di mercato; lavoriamo assieme da anni, mi fido di voi, siete sempre stati un buon fornitore…
-Io: – …perché tanto odio?
-Cliente: – come dice, scusi?
-Io: – davvero, ingegnere, non la capisco; sarà l’invidia? È perché sono così bello? O forse lei è comunista?
-Cliente: – comunista io? Ma vuole scherzare?
-Io: – noi non siamo come voi; noi siamo pieni d’amore, noi amiamo tutti, vede ingegnere: io l’amo.
-Cliente (scostando indietro la sedia): – signor Internet! Ma cosa mi sta dicendo!?
-Io: – e voi invece ci odiate. Siete la ditta dell’odio, noi siamo quella dell’amore. Noi facciamo tutto nel vostro interesse e voi ci ripagate con falsità ed attacchi gratuiti ai nostri preventivi. Volete farci fallire, contro la volontà della maggioranza dei clienti che ci hanno scelto: ma sappia che non ve lo permetteremo, i clienti sono con noi e marceranno sicuri formando un baluardo a difesa della libertà di mercato! Noi siamo la ditta della libertà di mercato! Voi siete solo i nipotini di Stalin!
– Cliente (alzandosi preoccupato): – ommioddìo signor Internet, si sente bene? Lei mi sembra molto confuso; guardi, si metta in quella poltrona là, tolga la cravatta, io chiamo subito qualcuno…
– Io: – sì, sì, proseguite nel vostro programma di menzogne: sappiamo che siete d’accordo con la Camera di commercio, che è un covo di comunisti!…
-Cliente (in piedi, telefonando): – pronto! Ospedale?… mandate un’ambulanza alla Balestrazzi Spa, un nostro fornitore è impazzito… no è tranquillo, ma parla a vanvera… no, non è un incidente sul lavoro, gli avevo solo chiesto uno sconto… capirà: mi aveva fatto un preventivo assurdo… santo cielo che disgrazie!… fate presto!

Sono uscito dalla Balestrazzi Spa firmando la liberatoria all’ambulanza e senza il contratto; mentre camminavo nella neve vergine e pura come una attività commerciale, ho visto che un vigile urbano stava mettendo una multa sotto il tergicristallo della mia auto. Senza indugio, mi sono avvicinato:

-Io: – che fa, mi mette la multa?
-Vigile: – sì, signore. Lei ha lasciato l’auto nel parcheggio a pagamento senza esporre il tagliando; non ha visto il cartello?
-Io: – quale cartello?
-Vigile: – questo, signore; vede? Sosta consentita dalle 8 alle 19 con tessera abbonamento o biglietto alle emettitrici automatiche…
-Io: – non lo vedo.
-Vigile: – come non lo vede? Questo cartello qui, questo davanti a lei!
-Io: – anzitutto non capisco perché mi dia del lei; poi, se proprio lo vuol sapere, davanti a me io vedo la salumeria Cencioni ed il bar Camillo, un bar dove – tra l’altro – fanno un ottimo marocchino. Per la Cencioni invece, non gliela consiglio: una amica – che dopo ha avuto un incidente poveretta – di un cugino di una mia fidanzata di vent’anni fa…
-Vigile: – signore, lei mi sta prendendo in giro? Le sto dicendo che è in contravvenzione per sosta non consentita; se ha delle rimostranze da fare, può rivolgersi al comando con raccomand…
-Io: – il cartello è di profilo.
-Vigile: – come ha detto?
-Io: – che il cartello è di profilo, per quello non si vede. Mettere un cartello così vuol dire agire come la banda di MicroMega. Anche lei scrive su MicroMega?
-Vigile: – eh?
-Io: – Travaglio, Padellaro… eh? Colombo, Santoro… mavalà, dài… ma dài, ma no, ma no, vigile!… ma cosa dice!…
-Vigile: – signore, la avverto che con il suo comportamento lei si sta mettendo nei guai: le consiglio di cambiare tono; tenga il verbale e tolga subito l’auto da qui.
-Io: – e ceerto, e ceeerto, perché voi siete i vigili dell’odio! Noi invece viaggiamo in auto con amore! Voi siete antropologicamente diversi da noi! Siete degli assassini squilibrati! Tutti coloro che vogliono fare il vigile dovrebbero essere sottoposti a visita psichiatrica! Ma dài, ma dài… ma no, ma cosa dice!…
Vigile: – signore, lei è in arresto: venga con me al comando.

Sono uscito dal comando dei Vigili urbani con una denuncia per oltraggio aggravato a pubblico ufficiale, il sequestro del mezzo e la multa in mano. Mentre mi dirigevo verso casa a piedi, ho incontrato l’amministratore del mio stabile che mi ha salutato così:

-Amministratore: – signor Internet, buongiorno e buon Natale a lei ed alla sua Signora. Visto che la incontro, mi permetto di rammentarle che lei deve ancora saldare le spese condominiali degli ultimi vent’anni. Sa, finora abbiamo chiuso un occhio, poi l’altro, ma adesso devo guidare ed almeno uno devo aprirlo. Che facciamo: l’aspetto oggi in studio?
-Io: – ma sicuro, verrò volentieri a salutarla; c’è anche il panettone?
-Amministratore: – sarò felice di offrirle il panettone, se lei mi salderà il debito.
-Io: – ecco: il vostro solito ricatto comunista; siete tutti d’accordo per remare contro il nostro programma, siete così perché sapete che non riuscirete mai ad essere come noi e allora ci odiate.
-Amministratore: – ma voi chi, scusi? Io voglio solo il saldo delle spese! Tutti i condòmini hanno pagato tranne lei, e non mi sembra giusto che…
-Io: – ma è una richiesta assurda!
-Amministratore: – come assurda? Tutti pagano le spese condominiali, anche io per il mio appartamento devo…
-Io: – cosa fa lei in casa sua non è cosa che mi riguardi: è una questione di privacy e noi sulla privacy non transigiamo: se lei si porta in casa minorenni subnormali e ne fa scempio, basta che poi non se ne vanti con la polizia…
-Amministratore: – ma cosa dice!
-Io: – era solo un esempio.
-Amministratore: – signor Internet: questa è l’ultima opportunità che le concedo; se oggi non procede al pagamento, il condominio entrerà in causa legale contro di lei.
-Io: – Vergogna! Vergogna! Vergogna! Vergogna! Assassini! Comunisti! Mafiosi! Ladri! Siete solo capaci di insultare! Rifiutate il dialogo! Non ci amate! Vergogna!

Sono entrato in casa un po’ pensieroso e stranamente non ho sentito il solito profumo di caciocavallo e mosche che mi accoglie ogni mezzogiorno; la mia Signora mi aspettava in mezzo al corridoio, con le mani sui fianchi.

-Io: – ciao cara. Oggi niente caciocavallo?
-Lei: – cos’è questa storia?!
-Io (togliendomi la giacca): – che storia?
-Lei (battendo il piede): – voglio proprio sapere cos’è adesso questa storia che vai a chiedere a tutti di far l’amore…!
-Io: – io? Ma che dici, mavalà.
-Lei: – non raccontare storie a me, eh? me l’ha detto anche la portinaia che sei un patito dell’amore!
-Io: – sono DEL PARTITO dell’amore, non “un patito dell’amore”… (sbuffando) ossignore, cara, ho avuto una giornata pesante…
-Lei: – ah, certo, il signorino è stanco! Perché io invece non faccio niente tutto il giorno, vero?! Adesso siamo anche “del partito dell’amore”! E come ti chiamano, Cicciolino?
-Io: – cara, tu non capisci, perché leggi ‘Il Fatto’. Vedi qui invece, su ‘Il Giornale’ è scritto chiaramente: “il giustizialismo è divenuto un businness”; non so cosa voglia dire “businness”, ma c’han ragione loro.
-Lei: – e che c’entra con quello che stavamo dicendo?
-Io: – maddài, maddài cara; su, su, mavalà.
-Lei: – basta! Vai in giro a parlare d’amore a tutti! Racconti un sacco di balle! Non paghi i debiti! Sembri matto! Mia madre me l’aveva detto che eri un mascalzone, ma almeno finché nessuno se ne accorgeva… adesso mi vergogno perfino a uscire di casa! Sei un mostro! Ti odio!
-Io: – oooh! Finalmente la verità! Voi mogli dell’odio, messe alle strette, vi dichiarate: era ora! Ma non credere che noi mariti dell’amore vi permetteremo di remare contro il nostro programma amoroso! Il partito delle mogli-amanti-di-centro-destra è con noi! Per voi consorti comuniste-pluto-pippo-giudaico-massoniche incapaci di amore e capaci solo di invidie… ho perso il filo! Vergogna! Mavalà! Vergogna! Macchedici! Vergogna! Ver… (la moglie lo picchia) ahia! Ahia! Ahia! Ahia!

Insomma, a conclusione della mia inchiesta, non posso dire che il sistema abbia funzionato come mi aspettavo. Naturalmente escluso che il Premier ci pigli in giro, c’è sempre il caso che io, senza accorgermene, mi sia circondato solo di nipotini di Stalin giustizialisti che leggono ‘Il Fatto’, scrivono su MicroMega, ascoltano Telekabul e non dicono le preghiere.
E pensandoci, non può che essere questo, il motivo; infatti, come ha detto il Premier, il nostro Paese è in mano da sempre ad una società segreta pluto-cripto-ricchio-travaglio-comunista che vuole solo prendere il potere così, per pura cattiveria.
Ma, sebbene Egli sia solo contro tutti ed armato solo del suo coraggio e della sua sincerità, il Premier alla fine sconfiggerà il drago del male e quel bel giorno potremo avere finalmente un Governo dell’amore del Partito delle libertà, un Partito dell’amore in un libero Governo, Un partito di Governo per l’amore libero.
E poi, a tutti questi, ce li inculiamo.

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