Allegorie al galoppo


Ecco un altro ospite in ufficio; potrebbe anche essere l’affare del secolo, se non che…

Come ha detto una volta – mi pare – Garibaldi, negli uffici gira tanta gente e dunque ogni tanto càpita nel mucchio un visitatore inatteso. Questo però era atteso, no? Se avete finito le favole di Natale per i vostri bimbi, provate a raccontargli questa; quando diventeranno grandi, capiranno che non è una favola. Buone feste.

Babbo Natale: – Oh! Oh! Oh! Oh! Oh! Oh!
Io (ironico, distrattamente, lavorando alla scrivania):- ma chi è, babbo natale?
B.N.: – in persona, oh! Oh! Oh!
Io (canzonatorio): – ma guarda un po’: che ci fai qua? Abbi pazienza: ma non eri una leggenda?
B.N.: – una leggenda ‘sto cazzo! Oh! Oh! Oh!
Io: – ah, ecco. (professionale): Va bene, ora mi dica: cosa posso fare per lei?
B.N.: – ma piccolo mio, tra poco è natale! Oh! Oh! Oh!
Io: – e con ciò?
B.N.: – tu sei un bambino buono?
Io (tra me): – ma questo è scemo.
B.N.: – se sei stato tanto tanto tanto buono buono, ho i regali per te!
Io: – guardi, io ho proprio da fare, faccia il piacere…
B.N.: – va bene un miliardo di Euro?
Io: – …che cosa?…
B.N.: – ho qui la tua letterina, tu sei il piccolo Internet, no? Parlo col piccolo Internet, no?
Io: – il piccolo che?…
B.N.: – bè, sei cresciuto.
Io: – …un miliardo di Euro??!
B.N.: – eccola qua la letterina!… te la ricordi? “Caro Babbo Natale, sono un bambino buono buono, quando non mi fanno girare i coglioni, e perciò ti chiedo la pista Policar modello sport con le curve sopraelevate come fanno vedere nella pubblicità con Paola Pitagora, bella gnocca, per inciso. Ti aspetto a Natale, anche se non c’ho il camino e ti toccherà suonare parecchio alla porta, come il papà quando litiga con la mamma. Ti saluto con la manina, il piccolo Internet”. Che carino. L’ho un po’ corretta perché avevi fatto qualche errorino di ortografia, eh!…
Io: – maccheccazz…
B.N.: – …bollo, spedizione, eccetera eccetera, natale 1968!
Io: – 1968?
B.N.: – 1968!
Io: – ma chi cazzo è lei?!
B.N.: – ma come chi cazzo sono; te l’ho detto prima! E poi, dài, pensi che siano in tanti a girare per aria con le renne, vestiti a ‘sta maniera? Sono Babbo Natale no? Santa Klaus, Pére Noël, Daddy Christmas, Cin Ciun Cian…
Io: – io telefono alla polizia.
B.N.: – allora, sei stato buono buono davvero?
Io: – ma io telefono alla polizia.
B.N.: – allora dammi la manina e chiudi gli occhietti!
Io (sbottando): – ma cosa vuole lei? Ma si rende conto? Viene qui a parlare di miliardi di Euro a me che ho appena versato l’IMU? Vuole farmi venire un’ulcera? Vada fuori di qui!
B.N.: – bè, le piste Policar non le fanno più e dopo quarant’anni, gli interessi composti, la mora, le sanzioni, la sanatoria, il capital remainding, la scala mobile, le versazioni cartolarizzanti…
Io: – ma che cazzo va dicendo?…
B.N.: – …l’insider trading, il compound resource, il pil il pool e il pampoos, il conflitto di attribuzione, la tassa sull’insoluto, quella sullo smarrimento…
Io: – ma cosa dice!
B.N.: – insomma, totale: un miliardo di Euro, se Kurtz non mi ha sbagliato i conti.
Io: – e chi è Kurtz?
B.N.: – il folletto ragioniere; d’altronde era lui che si era perso la letterina.
Io: – oh sacramento, mi gira la testa.
B.N.: – beh, ti compri l’Allegro chirurgo e ti fai la medicina, piccolo.
Io: – …la Bayer mi compro… costa più di un miliardo di Euro…
B.N.: – ehi bambino, vorrai mica fare il commerciante da grande?…
Io: – ma chi è che sei, TU?
B.N.: – oh beata Santa Klaudia: sei stato bocciato a scuola quest’anno?… io sono Bàb-bò-nà-tà-lé! Guarda il labiale! Bàb-bò…
Io: – non posso crederci!…
B.N.: – ti faccio un disegno?
Io: – non ci credevo manco da bambino…
B.N.: – …vedi il sacco coi giocattoli, le renne… Babbo Natale, Babbo Nataalee… eh?
Io: – Babbo Natale qui… dopo quarant’anni…
B.N.: – sei commosso, piccolino… lo so, sei contento di vedermi!…
Io: – e ti eri perso la mia letterina, eh?
B.N.: – ehm, bè, veramente…
Io (trasognato): – la Policar: figata!… otto macchinine otto, le sopraelevate, i box, le bandierine…
B.N.: – su, dammi la manina, chiudi gli occhiett…
Io: – ma vaffanculo, va’! lo sai cosa m’avevano regalato quella volta lì? Il piccolo chimico!
B.N.: – ehm, sì, mi rendo conto, ma sai…
Io: – mi sono fatto un’ustione di secondo grado con la limatura di ferro! Mancava anche il bisolfato di sodio! Non si poteva fare un corno con la versione base! Ho avvelenato il canarino coi vapori di metile, l’unica cosa che sono riuscito a fare!
B.N.: – un increscioso incidente…
Io: – e ho incendiato il tavolo della cucina con il tetraetano di zolfo! Poi ho buttato tutto nella spazzatura e alla portinaia è venuta l’orticaria!
B.N.: – accipicchia…
Io: – bene, fuori la Policar.
B.N.: – ehm, bambino, ascolta…
Io: – ehi, voglio la Policar! L’ho aspettata quarant’anni!
B.N.: – vorrei tanto dartela, ma capiscimi: non la fanno più!
Io: – e io voglio la Policaarrr! Ma che cazzo di Babbo Natale sei! Gesù Bambino è più figo: non ti caga nemmeno lui, ma almeno è un neonato, cosa vuoi che capisca! Alla tua età invece, tu non sei manco capace di trovare una Policar! Dopo quarant’anni! Sei un fallito, sei!
B.N.: – un miliardo di Eu…
Io: – un miliardo di vaffanculo! Mi hai preso per Calisto Tanzi? Io volevo il piccolo chimico, cioè no…
B.N.: – povero piccino, guarda, ti do pure una renna di pelouche…
Io (piagnucolando): – ma che me ne faccio di una renna di pelouche!…
B.N.: – ma è fatata, vedi: mangia del fieno di pelouche e caga questi piccoli stronzi di pelouche; carina eh?
Io: – (piango)
B.N.: – tanti dispiaceri, alla tua età?…
Io: – la Policar… quanto mi piaceva… e anche Paola Pitagora ohé, potevi portarmi almeno lei quarant’anni fa… e poi, un miliardo di Euro: solo di IVA son duecento milioni, poi le tasse… – (digitando sulla calcolatrice) – mmm… ammazza!
B.N.: – pensa quanti giocattoli ti potrai comprare!
Io: – sì, giocattoli… mi compro la Lombardia e faccio impalare Calderoli, io!
B.N.: – ah ah ah… sei sempre stato un bambino simpatico… invece potrai giocare con tutti i giocattoli che vorrai, pensa: Mazinga, Godzilla, Barbie, Ken…
Io: – eh, domani, penso giusto a giocare io… –(tra me) – potrei comprare la villa di Arcore, lì, Villa Badalamenti, come si chiama, e al pelato fargli fare il giardiniere: mafioso è mafioso…
B.N.: – ma cosa stai dicendo, Internettino?
Io: – cià, cià, tira fuori il miliardo, che ci ho un sacco di cose da comprare: il mutuo, il leasing, un aereo, i panettoni per Natale, tre o quattro politici…
B.N.: – i giocattoli, Internettìno, i giocattoli.
Io: – ma che me ne fotte dei giocattoli…
B.N.: – ma su, lo sai, no? Potrai comprarti solo giocattoli, tutti i giocattoli che vuoi: Mazinga, Godzilla, Barbie, Ken…
Io: – come: solo giocattoli?!!
B.N.: – ma piccolo mio: sono Babbo Natale, io! Giocattoli certo, e per uso personale!
Io: – (senza parole)
B.N. (giulivo): – allora, sei contento? Hai aspettato un po’, ma adesso sì che potrai divertirti! Allora, cosa dici a Babbo Natale?

Le luci si spengono sull’assassinio di Babbo Natale, perpetrato a bancalate.

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