Il Dicembre del Signor Veneranda


Il Signor Veneranda era un famoso ragionatore che dimostrava, meglio di un filosofo, quanto la logica sia diversa dalla matematica, alla faccia, naturalmente, dei logici matematici. Ora immaginate di mischiare questa tecnica ad un po’ di captatio benevolentiae: capite quante vittime si potrebbero fare? Ecco: meglio ricordarsene, prima di votare.

Sta per nacquere il padreterno, nientemeno. Me l’ha detto il prevosto. Così mi son vestito bene: mi son messo una cravatta gialla sulla giacca marrone e le scarpe colle ghette. E sono andato in chiesa.
Un bambino ha detto alla mamma: “guarda, c’è Scaramacai!” io l’ho guardato e mi sono accorto che era un nano di centovent’anni. Che sia un segno? – mi son detto sulla via di Damasco.
A Damasco non ci sono arrivato, ma in chiesa sì ed è stato facile perché io camminavo e la chiesa stava ferma, e così son buoni tutti.
Mi sono seduto sulle panche coi pop corn, aspettando lo spettacolo. Entrano gli attori: un prevosto ciccione e due cherichetti col culo a mandolino e le lacrime agli occhi; promette bene – mi son detto accomodandomi.
Ma appena mi son sdraiato, zan! In piedi! Checcè, un incendio? – ho pensato, ma neanche fatto in tempo a finire di pensarlo che zazan! Seduti! Mi son riseduto e fatto appena in tempo a sfiorar di chiappa l’asse che trac, in ginocchio! Ma che è, una candid camera? – Ho detto guardandomi intorno; mentre ero girato, uno mi piglia una mano; brutto ricchione! – gli ho gridato mollandogli un calcio in un occhio. Mentre quello cadeva gridando, ho visto che tutta la chiesa si abbracciava le mani, sconosciuti con sconosciuti; un’orgia! un’orgia in questo luogo santo! – ho trasecolato. Volevo fuggire e mi sono alzato, e tutti si sono alzati con me; fuggiamo, ragazzi! – ho gridato, ma in tutta quella calca abbiamo sbagliato direzione e mi hanno ficcato in bocca una schiacciatina; ah, ma si mangia, qua – mi son detto, stupìto; e da bere checcè? – il sangue di cristo – mi fa una vecchietta tipo Cianciulli; cos’è che c’è??!! – gli faccio, orripilato; il sangue di cristo! E’ buono e fa bene – mi ha risposto sputacchiando bausce ed un molare, o forse una mentina; la fùggo e sbatto contro un prevosto.
Che peccati hai commesso? – mi fa il prevosto. Ma che te ne frega a te! – gli ho detto io, convinto. No, ma è per il perdono – dice lui; va bene, ti perdono – rispondo io – e non pensiamoci più. Devi chiedere perdono ad io – mi dice lui. A chi? – faccio io; Ad io, fa lui. Anzitutto si dice “a me”, ma te, di dove sei? – Bernareggio – mi risponde lui. Allora sei straniero – ne convengo – in italiano non si dice “ad io”, si dice “a me” oppure anche “in culo a tua sorella” (è bello fare gli scherzi agli stranieri), capito? Ma no – mi fa lui – non ad io, addìo! – benedetto uomo – gli dico con pazienza piùcchecumènica – me lo dicevi chiaramente che dovevi andare! Addìo, ciao e stammi bene.
Ora devi fare penitenza – mi dice lui. Ma santa pazienza – faccio io – alla tua età stai a fare questi giochini? Ma non ce l’hai una donna? – No – mi ha risposto a capo chino. Perché sei brutto come una merda – gli ho spiegato, così che non soffrisse della mancanza di una ragione – ma sai, si è sposato pure milingo, che sembra un cartone animato, vedrai che qualche roito lo trovi pure tu, stai allegro.
E mi sono riseduto, aspettando lo spettacolo di magia. ‘Sto miracolo? – ho chiesto a un vicino. C’è già stato – mi fa lui, tutto contento. Come c’è già stato! E quando? – All’eucaristìa, con la transustanziazione – dice lui.
Ho capito che era dislessico, e l’ho lasciato stare. Porca puttana, mi ero perso il miracolo: tutta colpa di quel prete impiccione e cretino! Son venuto fin qua da là e potevo farmi una collezione di cazzi miei in tutto questo tempo.
Almeno dov’è questo padreterno neonato? – ho chiesto ad un altro vicino (quello del calcio in un occhio)
Eccolo là – mi dice il cecato, indicando.
Ma quella è una statuetta del presepe! Ma tu mi vuoi pigliare per il culo a me?! – ero scandalizzato; ma in che razza di posto ero capitato?
Son tornato a casa molto deluso. Che cacchio di gente c’è in giro, durante le feste.

2 pensieri su “Il Dicembre del Signor Veneranda

  1. Boia, perché: l’età verde marcio non è bella e divertente? Eppoi Scaramacai l’ho trovato sul l’Enciclopedia del nonno, qui a Villa Spenta dove risiedo quietamente dal 1851. Anzi: mi ricordo che…

Parliamone

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...