Sbadabrànghete (esercizi di stile)


Eccomi qua a raccontarlo, l’incontro col TIR; non poteva che esser solo rimandato, me lo figuro, il TIR, in attesa guardando l’orologio, tamburellando i diti sull’asfalto e facendo gesti d’impazienza; col fiatone, sono arrivato: è un po’ tardi lo so scusa eccomi, sbadabranghete. Per orgoglio, posso dire che era un gran bel TIR. Portava mangimi. Mangimi di prima qualità. Aveva una grande scritta sulla fiancata, rossa su fondo bianco e, da terra, mentre lui procedeva maestosamente sulla mia moto, ne ho potuto ammirare la perfezione grafica, il grande risalto cromatico, l’ottima scelta stilistica. Il rombo del motore era pieno e senza battimenti d’ingranaggi; la risposta all’accelerazione, pronta e sicura; la cabina alta e ben modellata, con la vetreria apposta rastremata perché il conducente non avesse a rischio di vedere qualcosa, sotto il tergicristallo. Le cromature lucevano come raggi di sole d’agosto ed io, azzoppato, m’incantavo nei riflessi, commuovendomi al pensiero di quel gigante lustro, certo da mani amorevoli quotidianamente spolverato. Poi il petto mi si gonfiava di fierezza al pensiero che non da un camionaccio zingaro e farcito di letame, droga e zebre di contrabbando ero stato spiaccicato, ma da un grande e nobile carro da viaggio sterminato. Sterminato dunque, dal selciato forzai un braccio e con l’ultime forze, militarmente, salutai. Poi:

ELEGIACA
Tornavo su Sùzzuki al nido
M’invèstero, dissi: “porcòno”
Percossi l’asfalto con strido
Invece che corrervi a tuono

Portavo nel bàule un notbùk
Ch’avevo neanche dervìto
Appena comprato nel Sùk
(Mercato trovato in un sito)

Si Rùppese? Nònsi ‘azziaddèo
Ruppémesi ‘a moto, peraltro,
Un péde acciaccòssi (era ‘l meo)
Fu tutto. Parliamone, d’altro.

BERGAMASCO, O QUASI
‘Hìga, ta me vegne’t ‘nde’ ‘l cü?? ‘Cudìghel, te vede’t no ca sùn chi, ‘ndu è l’ chi ta vàrdet, tarèl da l’òsti! Ta sèt no ca ta pudevet cupàmm?! Nèm, tìra föra i docümènt: dès ta pàghe’t dìs miliù par mi e vìnt par la muturett, o rembambì d’on rembambì!!!

MEDICO
In posizione accovacciata su un supporto in equilibrio dinamico, l’arto inferiore destro addotto e flesso ed il sinistro abdotto con il metatarso a fare perno sul suolo, subivo un urto da direzione postero laterale sinistra, tale da causare proiezione sul selciato, raggiunto, nell’ordine, da: avambraccio, articolazione omero-clavicolare, cresta iliaca e gluteo destri e auricchio. Destro. Riportatomi in posizione ortogonale, sintomatologicamente avvertivo dolore trafittivo al metatarso destro, mentre all’esame obbiettivo potevo riscontrare distensione del tendine d’Achille, contusione dell’epicondilo, distorsione dell’articolazione astragalo metatarsale ed un ipertrofismo delle masse muscolari glutee, non essendo deceduto per arrotamento e schiacciamento sotto il TIR. Ma che culo! Su Rieducational Channel.

IN ATTO UNICO
Io: – bruuuummm…
TIR: – vovovovovo…
Io: – brùmme brùmme brùmme brùmme… rattle rattle…
TIR: – voooOOOO… -SBRANGHETE!
Io: – ‘crament d’un sacramént!…
TIR: – calamascüsa.
(sipario)

TEMA DELLE ELEMENTARI
Ieri il mio papà è andando in moto che a fatto l’incidente. Lui era in moto e il camion era in camion, il mio papà è forte ma però il camion gli a fatto una mossa speciale che il mio papà è caduto.
Testa di cazzo, gli a detto il mio papà.

TESI DI LAUREA
(ndt) pardon, non mi ho laureato

RELAZIONE INTERSPECIFICA
Squiit squiit! Grooowwll… Uàf! Mmmeeeooo!… cirp, cirp! Ma va? Oink! Chicchirichììì!… Ih-òòòhhh!… Ih-òòòhhh?… Ih-òòòhhh!! Da non credere!

IN RUSSO
Sulla rotonda di Piazza Sempreverde, allo sbocco di Via Caducifoglie, un TIR che avevo arréto improvvisamente mi sparava a drive di golf mentre ero fermo. Come è potuto succèdere? Il TIR, sappiate, cari alunni, ha un angolo morto proprio lì e con quell’angolo morto ci ammàzza la gente; io l’ho sfangàta perché c’ho culo e perché c’è San Crisostomo, come scoprirete più avanti. Allora com’è finita? Mah, un po’ di male al piede e un bel po’ di moto rotta; meglio che il contrario, no? Saluti e scongiuri.

(complimenti, vedo che conoscete il russo)

MEDIASET
Una manovra scorretta, proditoria, criminale e volutamente pericolosa ha causato un improvviso urto dalla solita sinistra in corsia estremista verso il tranquillo centrodestra, come al solito in posizione assolutamente regolare; solo il senso di responsabilità della nostra parte ha evitato il verificarsi della fine del Mondo. I nostri difensori hanno già intrapreso ogni azione contro questo complotto eversivo contro Berlusconi (così, per abitudine). Cittadini! Non molleremo finché queste élites in camions non saranno ribaltate! Aderite alla protesta con tutti i mezzi, anche l’atomica, vah.

GRILLO
Vaffanculo! Ma vaffanculo! E vaffanculo! E… indovina? Vaffanculo! Ohhh, come mi sento meglio!

TELEFONICA
Pronto? Pronto?… io!… in terra!… e sì, m’han tirato sotto!… eh?… ma no, uno stronzo che… eh?… sì sì, no no… ma sì… ma no… ma certo… eee… ee… ma… s… c… ce… ce l’ho ce l’ho!… sì sì… ma… ma… guarda… e ceerto, e ceerto! Che… no… no… noo… ma se ti dico che ce l’ho!… eh, chiama piuttosto… sì, chiama piuttosto… eeecco! eeecco!… no, ma chiama piuttosto… sì… sì… lo so… ma chiama piuttosto… va bene, va bene… va bene, va bene… va be… sì… sì… sì… essì, essì… chia… chiama piuttosto… eh?… va be’, va be’, senti, chiama piuttosto… ho capito… sì… e tu chiama piuttosto… esaatto… esaaatto… esaaaaatto… eh!… eh!… eh! Sì, sì, sì… chiama piuttosto… vabbè, vabbè… comunque chiama piuttost… eh? pronto?… pronto?… proontoo! Cellulari di merda!

RAP
Menandàvo sulla stràda e non ti cagavo il càazzo
Eh ma tu mangi la biàda, te la fumi e rompi il càazzo
Fai la curva e poi che càazzo, poi che càazzo, ma che càazzo, càzzo rap di rap e càazzo

Eh ma allora sei fumato, ‘cazzo poi ti sei sparato
Ciai le ruote di tre metri e con quelle rompi il càazzo
Io passavo coi miei cazzi, ma ‘te non t’ho rotto il càazzo
M’hai sdraiato, sei fumato, ma che càazzo, ma che càazzo, càzzo rap di rap e càazzo.

RACCONTATO DALLA NONNA
Ehh, ma il Maario… il Maaario… oddioddiod’unsignuur, io l’ho sempre detto, eh: la moto l’è pericolosa! Lui era lì, c’era la strada, sulla strada quelli… com’è che si chiamino… i tir, i tir si chiamino? I tir, eh; benappunto, non passa un tir (pausa, mani giunte) bam… me lo tira sotto (pausa, labbra strette). O che spavento, che spavento… quando me l’hanno raccontata… o mariavergine… oddio dio santissimo eh!… fortuuna… fortuuuna che qualcuno gli ha tenuto una mano sulla testa, san Crisostomo, che lo raccomando sempre, sempre, io, eh, è il mio santo… san Crisostomo ha fatto un miracolo, un miracolo guarda; perché se non era per lui (accenno vago in alto), un tir! (desolata): Me lo schiacciava…

RACCONTATO DALLA MIA NONNA
Gl’ha mica dato un colpo, ‘na botta; paf, l’ha buttato ‘n terra co’ tutta la moto! E stava lì, esto grullo, che gl’ho detto: “o grullo, o che fai costì ‘n terra? Se tu se’ morto e pazienza, ma si tu ‘un se’ morto lèvete, che tu ‘mpicci ‘l tràffico!” e s’è levàto e ‘n andava via zoppicòni, che gl’ho detto: “o stai bello ritto!”

IL GIORNALE CITTADINO
Questa mattina. Alle ore 18:30 in Via della Passera d’Oro angolo: Largo Staceppa un TIR condotto da, Guido Malamente, di professione: conducente: procedente: da Corso Medaglie D’oro Agli Alpini Della Divisione Pasubio Per La Battaglia Dell’Amiata Vinta Peraltro Dal Nemico. Investiva Alfio Balestroni: 480 anni, commerciante di bidoni, il quale, a bordo, di: una, motocicletta, Siuzyuchi 65.000 ABS, stazionava sotto la rotonda fermo sulla moto con la moto in moto. Nell’urto; il Balestrazzi cadeva a terra insieme alla moto-al computer di bordo e al telefono: che riportava la sensazione di contusione al piede. La motocicletta riportava graffi ed escoriazioni su, tutta la carrozzeria. Il conducente del mezzo investitore; si fermava e portava i primi soccorsi alla moto e al ferito che camminavano bestemmiando sul posto sono immediatamente a corsi i: mezzi della Polizia Investigativa Locale, senza redarre un verbale. L’incidente si è risolutamente risolto senza feriti tranne i danni. Grazie a: San Crisostomo.

MARY POPPINS
Ragazzi, ragazzi, vi siete divertiti a fare l’incidente e va bene, ma adesso ohòp (batte le mani), méttere tutto in ordine, oplà! E, se lo fate bene e velocemente poi, forse, potrete avere, chissà, lo zucchero filato! Angiolino: tirati su da terra che ti sporchi tutte le ginocchia come uno spazzacamino! Allora: un due tre cantiamo insieme: “Supercalifragilisticespiralidoso…” chi ha detto inculassòreta?

MONTANA
A Bergamo bassa, tra moto e tramvài
C’è sempre qualcuno che còmbina guai
Stavolta era un TIR, che, guido e non guardo,
Si mette di mezzo più lungo che largo
O largo che lungo, e mi picchia il sedere
Pardon: è per far rima con… …Messaggeereee…

Ormai son le sei, le sei della sera
Chi vien dai cantieri, chi è stato in miniera,
Chi dalle ferriere, chi dalla catena
Ma tutti la minchia ce l’hanno ben piena
La fila non corre, c’è un incidientiere
Sarebbe “incidente”, mannaggia la rima con… …Messaggeereee…

UMBERTO ECO
Sfogliando un incunabolo che il Franz Französo attribuisce a Juan Huerpa Sella de Sevilla e ritrovato nel 1812 da Weirmann-Armé nella libreria di un antiquario ebreo a Gottinga, ho trovato i versi in eptasillabi, che vi traduco, a un dipresso: “Joar, neveente staagh kuthf kuht smouytgb frafc, gyrc gytrc, weweente jiiil qyhbdsyhaallo perreerepreepee”.
“Joar, l’ora tarda e lo sterco ottundono il senso delle cose, tutto cede sotto l’ègida della santa parola qualsiasi, cos’altro dire se non perepeppee?”
Il volume è rilegato in-folio secondo l’uso secentesco dei Certosini praghesi, come sostiene il Wuibrandt, ma presenta alcune particolarità: intanto, la cartapecora è cerata sicuramente a Parma, dove dal 1586 al 1621 aveva famosa bottega Juvanni da Sacroinverno, l’artista rilegatore che utilizzava i crètoni brètoni e le mammues che crescono solo sull’altipiano di Rodi per galare le pelli, poi la costolatura è realizzata in pezzo unico, tecnica sconosciuta agli artigiani magiari fino al 1596. Inoltre la discesa di Carlo il Grande a Magonza e la disfatta delle armate della Lega Anseatica a Reopoli avevano tagliato al Ducato di Bamberga i rifornimenti del famoso “Mereum”, ma il Sultano del Brunei optava nello stesso tempo per una riunificazione della Calcedonia all’Impero, come ci ricorda dall’Università di Sofia il Dahomey. Cosa comporta dunque per noi, oggi, la revisione dell’opera del Rahminjam? Come sostiene Murray Sahib, non conoscendo nulla di Ramòn, possiamo solo fare alcune ipotesi… come dite? Ah, l’incidente? Di incidente parla per la prima volta un manoscritto del monaco agostiniense Discovaldo da Remimbrione…

Parliamone

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