Chi è fariseo?


 Le prime righe sono paro paro dal Vangelo, parte di un libro feroce. I razzisti americani, per esempio, si giustificano citando – a ragione – la Genesi, ma ovunque si apra questo benedetto totem son sangue, maledizioni ed impropèri. Anche Cristo aveva il suo caratteraccio, d’altronde, pur se nella sua confutazione qui dimostra di aver qualche ragione, poveretto. Qualche ragione, però; non tutte. E’ sempre così, la vita.

Gesù scaccia

-Guai a voi, Farisei ipocriti, serpenti, razza di vipere, come sfuggirete al castigo della Geenna? Verrà su di voi tutto il sangue innocente sparso sulla terra, dal sangue del giusto Abele a quello di Zaccaria figlio di Balachia, che tutti quanti conosciamo; siete come sepolcri imbiancati, all’esterno belli a vedersi e dentro pieni di ogni putredine, guai a voi!…
-Ma con chi ce l’hai, Rabbi?
-Coi quelli lì, li vedi? I Farisei – (grida) – serpenti! Razza di vipere! Facce di merda! In verità, in verità vi dico: verrà un giorno…
-Rabbi…
(scalmanato) Verrà un giorno che i figli dei vostri figli, figliando, diranno: “ah, non avessero dovuto essendo!” e i loro occhi lacrimeranno, ed il loro cuore sanguinerà, e il terzo molare dolerà, e quant’è vero Dio, neanche Ippocrate di Samo…
-Di Samo? Rabbi, calmati, Rabbi, stammi a sentire, te ne prego, Rabbi, guardami…
(confuso)…Eh?
-Vieni, siediamoci un momento qua, che c’è l’ombra.
-Sì. Mi duole un po’ la testa.
-E lo credo. Tieni.
-Che cos’è?
-Un poco d’acqua. Fa già caldo per questa stagione; però sanno uscendo dei bei datteri.
(assente) Bei datteri.
-Sì. (pausa) Come ti senti?
-Meglio… di cosa si stava parlando?
-Di datteri, però volevo dirti un’altra cosa, Rabbi, se il tuo cuore è aperto alla parola.
-Aperto? Ma sicuro; sono pieno d’amore, io;(crescendo iroso) gli unici che mi stan sul culo sono…
(lo interrompe) Ecco apposta, Rabbi, proprio di ciò volevo dirti. Tu sei il faro che illumina la via dell’amore per il prossimo nostro
-Giusto.
-Tu prometti il perdono e la salvezza anche a coloro che han commesso i peggiori delitti, a coloro che tutta la comunità disprezzerebbe fino a bandirli, con la morte, da questo mondo…
(crescendo di rabbia) Eccome! O belve ignare! L’amore è perdono! Chi di noi è abbastanza puro da poter lapidare l’altro? Ma come si fa a non capirlo? Bisogna essere delle teste di minchia assatanate piene di sterco di maiale putrido, buone solo per la Geenna nella quale un giorno scatafonderemo Satana ed i suoi seguaci! Porci, schifosi, sepolcri fetenti, bastardi, infami! Ahrrr… ahrr!… (ringhia)
-Rabbi, aspetta, guarda di qua… ecco vedi: tu sei una guida…
(secco, improvviso) La guida per la salvezza!
-Sì, ed anche una guida per questo mondo e soprattutto per la vita di questa comunità; la tua parola d’amore apre una speranza di poter migliorare il nostro spirito e, con lo spirito, la nostra vita insieme. Tu sei l’unico ad aver detto “ama il tuo nemico”…
-Qualcosa del genere, sì, l’ho detto.
-L’hai detto, l’hai detto; ed è una splendida esortazione che si sposa con le frasi: “siamo tutti figli di Dio” e “non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te”; queste tue parole sono illuminanti di un nuovo schema di pensiero che accoglie tutti i nostri simili in una famiglia unica di uomini, dove anche i peccatori si redimono, soggiogati da questa accoglienza onnicomprensiva.
-Eh già.
-Ecco. E dunque siamo tutti fratelli, Maccabei e Sadducei, Zeloti e Corinzi, Cananei e Moabiti…
-Stai facendo un po’ di casino con le etnìe e i credi, ma vabbè; siamo tutti fratelli, lo so, l’ho detto io! (crescendo) Per quanto i Sadducei siano una sentina di sterco di capra marcio impestato di cavallette, e se lo meritano, quella setta di stronzi senza Dio che devono morire scamazzati; (grida) Sadducei di merda!
-Senti, Rabbi; ho un amico sadduceo…
-Peggio per te.
-…Che è una gran brava persona; rispetta la legge ed ama il suo prossimo; ha perfino messo a riposo l’asino che gli faceva girare la macina, quando s’è accorto che quel povero animale era diventato troppo vecchio per lavorare, e così ora quell’asino vive i suoi ultimi giorni libero di brucare tutti i cardi dell’orto e raglia in saluto al suo padrone quando lo vede passare, e costui gli grida e gli sorride in rimando, né gli fa mancare l’acqua del pozzo.
-Ah sì? Embè?
-…Era un esempio, Rabbi, d’un sadduceo giusto; e di questi giusti ogni popolo ne conta alcuni.
-Vabbè, ci sono i giusti; bella scoperta.
-Però, come tu hai detto, ognuno di noi è unico ed irripetibile ed ugualmente importante agli occhi di Dio.
(sbadiglia) Va bene, ho detto anche questo, ne dico talmente tante.
-E soprattutto, ognuno di noi è responsabile delle proprie azioni, le ragioni delle quali, comunque, insieme alla connaturata debolezza della razza umana, lo rendono degno del perdono di Dio e, conseguentemente, della comprensione amorevole di noi tutti.
(distratto) Mh.
-E’ quindi pericoloso accorpare in un insieme omogeneo ciò che è composto di singoli distinti; beatificando o condannando gli insiemi si rischia di beatificare alcuni condannabili o di condannare dei commendevoli frammisti al gruppo; dove finirebbe la giustizia? E il perdono? Ti esorto, Rabbi, a mitigare le tue parole contro i gruppi e, per converso, a rivolgerti con ferma pazienza solo ai singoli.
-Ma… tu lo sai quanti singoli ci sono? Io c’ho solo trentatré anni per far tutto, ragazzo
-E capisco, ma così facciamo confusione alimentando l’odio contro i popoli e provochiamo le guerre! Devi trovare un altro sistema, Rabbi!
-Ma tu senti questo. (cenno) E’ arrivato lui. (conta sulle dita) Ieri ho guarito uno storpio, salvato dalla lapidazione una meretrice, redento un ricco mercante che ora – grazie a me – è un povero pezzente, cambiato l’acqua in vino, fatto mangiare una turba che non ne hai l’idea con quattro pescetti, camminato sulle onde senza manco uno schizzo, mandato a cagare Satana in persona e tu stai a farmi le pulci per qualche invettiva, peraltro ben motivata direi? Ma guarda, bello, che anch’io sono un uomo e ogni tanto c’ho anche un po’ bisogno di dar fuori, sennò scoppio, sai? E se scoppio io faccio un bel botto, te l’assicuro. Te e quell’asino del tuo amico sadduceo la fate facile: bello far filosofia mentre il sottocristo qui fa il lavoro sporco; vàcci tu nel sinedrio a dar torto a Caifa, vedi un po’ che ti dice. Io porto la parola, caro coso, ma poi siete voi ad applicarla, chiaro? E in verità, in verità ti dico che devi amare il tuo prossimo, perdonare chi ti reca danno, aiutare i bisognosi, non giudicare se non vuoi essere giudicato e non rompere le palle a me. Ti saluto. (si allontana)
-Rabbi, ti prego, i tuoi seguaci si faranno esempio delle tue parole di condanna per condannare e giudicare indiscriminatamente, malgrado i buoni precetti!… Così non finirà mai!
-Dio è eterno, infatti. (grida) Filistei del cazzo!

9 pensieri su “Chi è fariseo?

  1. Che lei non sia biondo, mi rallegra: il caso contrario è a mio avviso l’unico in cui un uomo dovrebbe tingersi. L’essere “contro la propria parte” è uno schizzetto di giovanilismo che poi passa lasciandoci cupi. Guardi Michele Serra. Ma si può benissimo “abbandonare” la propria parte (nel caso della piccola borghesia è facile, perché è uno schema e non un corredo genetico) e non è detto che le altre parti facciano solo schifo, come nemmeno è vero che la piccola borghesia sia solo cacca; solo penso che si debba scegliere secondo il proprio gusto, senza relegare gli altri nella cacca, altrimenti non si è mai usciti dal conformismo codino ed auto-assolutorio che è la stimmata della piccola borghesia. Son così tanti gli esempi anche minimi (i club, per esempio) che anche farne uno sarebbe inutile (bello no, contraddirsi? Ma solo se volontariamente).
    Comunque, non dica che ha capito un cazzo: credo che parlare sia bello proprio quando non ci si intende bene; altrimenti sarebbe inutile parlare, no?

  2. Il problema, a me pare, è che nell’ansia d’essere contro la parte che c’è toccata per sorte, si chiudano gli occhi su quanto facciano altrettanto schifo le altre.
    ps “l’altrettanto” l’ho messo invece che “più” in un immenso sforzo di ecumenismo, ma è probabile che io non abbia capito un cazzo, del resto non sono biondo, ma, seppur ateo, battezzato sì.

  3. Le crociate. O bella. Io ho voluto rappresentare nulla di cristologico, attraverso la figura del buon vecchio Cristo. Invece ho tentato una satira triste (io la vedo triste) sulla presunzione di appartenenza alla parte giusta che è di molti. Su cosa si basa, questa presunzione? Sulla presunzione stessa, cioè sul bisogno personale di avere ragione, che genera il fortissimo bisogno che qualcun altro abbia torto. Quando si ha questo bisogno, ci si riunisce in gruppi e li si chiude bene; la piccola borghesia è sempre vissuta così, dai tempi delle scimmie (esisteva anche allora una piccola borghesia? Lo spirito di essa temo di sì, perché è mica un ceto, è uno schema di atteggiamenti). Ma ecco un problemino da niente: volendo aver ragione, è possibile in qualche caso trovarsi dalla parte giusta in assoluto? – No. E chi lo dice? Io, e poi Cristo (lui però inconsapevolmente). Veda lei a chi credere; non ai Crociati, perché c’entrano nulla.

  4. Più che la figurona di Cristo, come didatta, chi vuole? E meno di lui, come capace di fare il didatta (su dodici apostoli: un traditore, un fedifrago, un incredulo e gli altri: dispersi; il Papa ricchissimo; fedeli catatonici o delinquenti) chi vuole? Più bravo di lui a seminare “amore” e farsi sfanculare dagli amati, secondo me, non c’è mai stato nessuno, malgrado ognuno di noi abbia avuto almeno una ragazza. Sarei curiosissimo di conoscere a quali diavoli di protagonisti sta pensando.

  5. Tutto sommato ci si può scherzare sopra, lo stesso pezzo con altri protagonisti andrebbe incontro a qualche contrarietà.
    Ma si sa, solo dettata dall’esasperazione.

  6. Be’, mi fa piacere; mi riconferma che pur quando cerco di fare un pezzettiello serio, direi anzi angoscioso (non è angosciosa l’idea di non poter avere mai ragione? Per me no, io mi ci diverto, ma moltissimi dovrebbero esserne annichiliti, a quel che pare) rimango un buffone. Meno male.

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