Il moto della vespa


Dizzie Gillespie

…me n’andavo fiero e forte con la moto verso il vento e che combina a me la sorte, d’un sol colpo, ma violento? Una vespa che volava verso nettari avventure, mi s’incoccia in me e si scava, con carattere e punture, un pertugio nel mio casco che purtroppo avevo lasco. E se prima il bel Delon mi faceva dei pippon, ora il gran Gillespie paio quando stromba e appare gaio come un rospo di palude che, vedendo rospe nude, tanto gonfia la sua faccia che di faccia non ha traccia.
Ed allora a cortisòne m’han trattato il deretano, l’oculista poi han chiamato perché gli sembrava strano che c’avessi un occhio chiuso e perfino in fondo al muso (senza manco aver la tromba) fossi tondo come bomba.

Moralina conclusiva: – sempre chiuso ben sia l’elmo ché se esso non fa schermo, per sicuro serve a un cazzo e la sorte ti fa il mazzo. Sempre bene fa chi crede che fortuna non ci vede ma la sfiga è come un falco e mentre tu sei lì sul palco della vita che va via, lei è giù a far regìa.

Vespe: uguale sorte ria.

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