“Stella Bastarda” end oder tings laic det


D’estate è tutto un fiorir di jazz. Pure i paesini del presepe mettono cartelli tipo neon consù la faccia di Miles Davis colla tromba attaccata; questi cartelli promettono un concerto gezz.  Da amatore del genere, da jazzista mancato e – perché no – da astronauta in pectore, sono felice di questa espansione; inutile dire (ma lo dico sennò non si capisce una Rava) che anch’io sono stato alla temibile rassegna di Umbria Jazz, la più importante, la più migliore di tutte. Ci sono stato, e così ve la racconto in modo:

 Gaiche 5

Truzzo:

Ce so’ annato perché ariciera puro questanno ‘sta gàzzo d’umbriaggèzze che me fa er soletico a li diti e me fa veni’ voja de sona’, ‘rtacci di ‘sti gàzzi. En piazza ciera aa ggente, ahò, ammazza quanta ggente ahò! Maggigo! Mì-dì-gò!! T’adovevi vede’, t’adovevi; stamm’a senti’, ascolta ‘n cojone: ce dovevi veni’!

Commerciale:

Siamo dunque lieti di comunicare la data e la location del convegno al quale è nostro piacere esservi graditi ospiti paganti presso la prestigiosa Residenza “camera ammobiliata” in occasione della rassegna sunnominata, sì da poter con essi convenuti sviluppare un proficuo confronto di idee (brainstorming) armoniche al termine del quale programmare un numero finito di punti d’intervento (planning) sulle lead sheets, tesi a modificare le action chitarristiche condivise in una mutua futura convergenza d’interessi esecutivi.

Politico:

E’ infatti doveroso, ancorché fàuno, cittadini, amici, compatrioti, fratelli gezzisti, è infatti doveroso, poter sembrare, VUOI per la famiglia e la pasta e la mamma, VUOI riferendoci all’alto dove lui risiede e tutti ci compete e ci irpinia, ecco il punto! Ed allora fratelli, amici, compatrioti, battitori di cazzarole, guardando nel profondo del nostro cuore, noi ne sentiam lo slancio eccipuo e, galvàni della strengua, diciamo tutti insieme: sì, sì; SI’! Grazie amici, grazie.

Montalbanese:

Ti capirisìsti? Forsi che era tanticchia scunfusu chiddu pulitichese, ma tutti ci adduniamo che lu pulitico chiacchia nun pi fassi capirisire, ma chiacchia pi chiacchiari e se tu n’ci spii: “Voscienza, nun capirìsiri una minchia”, iddu arrispunni ninti, surridi e saluta cumi si ci avessi spiato: cumplimendi. Ti piglia gana di tagghiacci ‘a ggòla, o di rìdelli ‘n facci. Ma stavamo spianno di Piruggia:

Protoitalico:

Ebbene, Perugia, sic et simpliciter antiqua urbe est, cum nova gente; ambulando propter medioevales viculas tu contra multa juventute faciam tuam debattes; et ièndo pedibus calcantibus supra moenia civitatis, non milites invenies, sed multa gnocca ivi radunatat.

Ggiòvane:

E la musica? Beh, cazzo, raga: cioè, cazzo: la musica, cioè, la musica, cioè: è un deliiiirio! Cioè, tu immagina, che, immagina un momento, cioè, immagina: cazzo: un deliiirio di gente che suona, cioè, troppissimo bene; arriva uno, cioè, trooppo fuori, fatto come una mina, arriva ci fa: ciao. Cioè, hai capito, ci fa: ciao! Miinchia, trooppo fuori! Si mette lì che cioè tira su un sàx che c’era lì, miinchia: cioè: cioè, miinchia! Mitico, strabello; cioè ti tira pròpio fuoori, cioè, cazzo, dài, minchia e poi…

Dantesco:

Di quel didanchi, morse un mottarello
Che l’afa fece un poco meno dura
Sì che potea essere il concerto bello
E pur le messi, fesse in quell’arsura
Conévasi nel corso dell’estate
Smaluginando, nella nota pura.
Ahi, quanto smadonnammo per più fiate
Ed in concerto fu l’animo fiacco
Da che tentammo quelle note date
Per riprodurne lo stile, ma fu smacco.

Questuriale:

Segue: – addì 15 di Luglio 2006, Venerdì, alle ore 18:00, lo scrivente, sottoscritto Internet si dirigeva in direzione Via Castagnola angolo Corso Fanfulla ove risiedesi il Teatro Morlacchi, sede d’importanti convegni. In Loco, il sottoscritto scrivente, dopo attesa di quattordici minuti orari, assisteva al riferito concerto del costituto Hanc Giohnes, di razza africana, anni 88, professione pianista fre lancia, che trovavasi in compagnia di tal Giorgio Razz, bianco e baffuto, imbracciante una enorme chitarra verticale che non si sente e di un non identificato battitore di casseruole, razzialmente pari al nominato Anck Gions. Sedavasi i sospetti di eversione nello scrivente dopo i primi trenta minuti di concerto, trascorsi i quali non potevasi fare a meno di battere l’un contro l’altra le palme degli arti superiori per minuti tre e colpi successivi: 80.

Bìblico:

E dunque, in quella valle di dolarè, per sette giorni non fu pianto ma gioia dei cuori e vastità d’intenti per tutti gli uomini di buona musicalità; le turbe migranti dalla piazza principale ai vicoli dei vicoli levavano lodi e v’era chi stracciava le proprie vesti, ma per il caldo. E fu cosa buona e giusta, e grande fu nello spirito la letizia per l’incontro tra Pat Metheny e Enrico Rava, ma l’ira di Dio consumò i biglietti del concerto e allora fu pianto e stridor di denti in tutta la galleria.

Turistico:

Ma non problema; il giorno dopo è uno bellissimo giorno, io è al concerto di Bob Cat ed egli ha bravissimo, non lo ha forse? Oh sì, sicuramente, e suoi compagni anche; infortunatamente, alle otto dopo mezzogiorno dell’orologio era finito e cammina a casa. Meraviglioso!

Calcistico:

Ma ecco entrare Paolo Fresu… Paolo Fresu… Paolo Fresu… il Maestro Salis! Fresu, Salis, ancora Salis, Salis, Fresu, do bemolle! Passaggio in minore… scala misolidia… mi bemolle! Mi bemolle! Mi bemolle! Mi sesta! Re diesis! Accordo di nona! Legatura di valore, trillo…! gruppetto!… Soooool!!!… Uno splendido concerto!

Berlusconese

Anch’io suono il jazz
anch’io sono batterista
anch’io sono chitarrista
anch’io sassòfono, pianòlo, canto.
Anzi, un giorno, il Sinatra mi fa: “ma come fai ad essere così bello ed insieme così bravo? Mi insegni?” – e mi faceva così pena, cosa volete, che gli ho insegnato e ho mandato avanti lui. La Reta Franchi, che gli piacevano i fusti alti e biondi come me, me la sono fatta mentre cantava l’inno nazionale. La Nina Simone, mentre sbatteva la maionese. Pure il Billi Olidai mi voleva, ma io c’ho detto che ero mica cuul, eh eh eh. Ho inventato lo swing una mattina mentre mi facevo la barba. Poi ho piantato lì perché c’avevo da fare, uéh. E adesso alleggeriamo un po’ l’atmosfera: la sapete quella della coppia dove lei suona il piano e lui la tromba?

Giornalistico:

… Eccoci di nuovo in ufficio; Bergamo: avanza la costruzione del nuovo ospedale, sentiamo il nostro corrispondente Internet:
…grazie Ufficio; ospedale? Sì grazie; questo sembra dire la provincia bergamasca alla vista dell’enorme cantiere che avanza ingoiando interi quartieri popolari; cui prodest? Direbbe Catilina, ma sentiamo invece l’ingegner Caccafeci; ingegner Caccafeci, sacramento, ma perché non comprate qualcuno dei nostri prodotti?
…eh, ustia, barbù de bilét, farfisa inpùgn strufenghe de sciàt…
…ssè vabbè, fanculo ingegnere, da Bergamo è tutto, a voi Studio.

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