Chiediamolo al bar


La storia tragica del pilota che schianta volontariamente il proprio aereo sul fianco di una montagna uccidendo 150 passeggeri, ci fa capire che i severissimi controlli attitudinali che le compagnie aeree rigorosamente prevedono a garanzia della sicurezza dei voli, per ciò che riguarda gli esami psicologici non servono a un cacchio.

Come mai? Perché la psicologia non è una scienza, o meglio: dal punto di vista scientifico è un divertissement. Infatti ne si fa spettacolino in televisione, al contrario di quanto si fa, per esempio, con l’ingegneria o con la matematica. Due esempi:

L’altro giorno in tivvù c’era Lella Ravasi, una psicologa-scrittrice; dato che la prima caratteristica è considerata la principale, a lei veniva chiesto di prodursi in qualche numero di magia psicologica, cioè nel buttare lì qualche diagnosi utilité con la tecnica “a me gli occhi: a domanda qualsiasi, do risposta scientìfica”. Si parlava di sogni e allora, vài di Barnum.

E dato che si tratta di spettacolo, costruiamo una gara tra l’abitudine a concionare a caso di scienza, e lo spirito scientifico:

Primo concorrente: Lella Ravasi

Domanda: Cosa vuol dire sognare di andare in tandem?
Ravasi: beh, indica l’importanza per ciascuno di imparare ad andare da sé.
Domanda: Cosa vuol dire non riuscire a ricordarsi i sogni?
Ravasi: eh… è meglio ricordarseli!…
Domanda: Io sogno serpenti, cosa vuol dire?
Ravasi: ah, sa, io sono junghiana, dunque il serpente è un simbolo di trasformazione; lei è in una fase di trasformazione.

Secondo concorrente: lo spirito scientifico

Domanda: Cosa vuol dire sognare di andare in tandem?
Psicologa: in tandem? Dipende. Lei ha un tandem? Conosce qualcuno che va in tandem? C’è un episodio della sua vita che riguarda questo cacchio di tandem? Cosa le viene in mente se dico “tandem”? Guardi, facciamo così: se lei ha dieci anni di tempo e svariate decine di migliaia di euro da dare a me, venga due volte la settimana nel mio studio e, ‘probabilmente’, al termine di questo iter clinico potremo scoprire cosa è ‘per lei’ andare in tandem.
Domanda: Ehm… e cosa vuol dire non ricordarsi i sogni?
Psicologa: mi ascolti: queste non sono domande, sono fuochi d’artificio: scoppiano e spariscono. Se vogliamo delle risposte, bisogna anche fare le domande. Dunque: sappia che NELLA SCIENZA NON C’È UNA RISPOSTA VALIDA SEMPRE, ma tutto deve adattarsi alla specifica circostanza.
Due giorni la settimana, a cominciare da giovedì.
Domanda: Ah… eh… e se io sogno serpenti, cosa vuol dire?
Psicologa: …sì, lei ha proprio bisogno di uno psicologo. L’aspetto giovedì.

E poi, naturalmente, non poteva mancare Egli, lo psichiatra per antonomasia, colui il quale dello psichiatra ha tutto, compresa la faccia: il Professor Applauso Vittorino Andreoli.

Il Sommo, invitato a dir la sua nientemeno che sul nazismo, si è prodotto nel solito numero di funambolia da fermo. Mettiamo in gara pure lui; Egli, a domanda, ha illuminato:

Primo concorrente: Andreoli

Domanda: Professore, lei che è un grande psichiatra, ci dica: Hitler era un uomo lucido o un folle?
Andreoli: beh, Hitler dal 22 di aprile, si rende conto…
Domanda: E se dovesse fare una diagnosi?
Andreoli: è un paranoico, diceva “mi hanno tradito i miei generali!”, aveva tre medici solo per lui, infatti si chiamavano tutti “medici personali”! Ad Hase chiede come fare a morire, Morel gli prescriveva gli psicofarmaci…
Domanda: Ma nel bunker, con lui, i suoi sodali erano folli drogati o prigionieri?
Andreoli: lei deve sapere che la paranoia ha un fascino perché si ha davanti uno che si crede Dio.

Secondo concorrente: lo spirito scientifico

Domanda: Professore, lei che è un grande psichiatra, ci dica: Hitler era un uomo lucido o un folle?
Psichiatra: Ascolti, buon uomo: non si possono fare le domande così, ad uno specialista; son mica il mago di Arcella. E’ come se lei chiedesse ad un ingegnere: “un ponte ad una campata sola reggerebbe il carico?” – evidentemente mancano dei dati e l’ingegnere direbbe: “mi faccia vedere il progetto e la previsione dei carichi d’esercizio”; analogamente io dico: “mi faccia vedere Hitler e mi dia qualche anno di tempo”, ma siccome non è più possibile visitare Hitler, una risposta scientifica a questa domanda non si può più dare. In via deduttiva, giusto per accennare ad una possibilità, le dirò che la diagnosi ‘presumibile’ ‘sembrerebbe essere’ quella di paranoia; ma dicendo così, dal punto di vista scientifico è come se le avessi detto niente. Grazie, arrivederci.
Domanda: E…
Psichiatra: ho detto “arrivederci”.

A me sembra chiaro perché gli aerei cadono, ragazzi.

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