Caffè e giornale, e poi via


You can’t more
Se n’è gliuto You Can Leave. Metamorfico personaggio: a Woodstock sembrava l’uomo lupo, poi, con l’età, gli è venuta una parvenza di professore di lettere antiche, che solo ad immaginarlo con in bocca uno spinello pareva di bestemmiare. Dimostra forse che non tutti i professori severi non gradirebbero una vita dissoluta.

Apologia di reato
Il rènzi: “l’evasione fiscale è una rapina!…”

Sì, ma ce ne fosse uno che sa disegnare la svastica
C’è di nuovo che riappare Ordine Nuovo con un’intervista all’ “ideologo” (sic!), il quasi centenario Rutilio Sermonti, che ha fatto in tempo a militare nella buassa fascista d’antan. Si dice che i vecchi siano emotivi e biliosi: il Nostro è un’epitome del caso. Vuole uccidere e massacrare, fare stragi. Perché? Boh. Ma fosse solo lui: alcuni epigoni dell’epitome, però in età di lavoro, ripetono: vogliamo uccidere e massacrare, fare stragi; e anche: “ci vuole un altro Italicum”. Si dice così anche oggi al governo, ma non pensando al treno, perché pensare è difficile, non per altro. Chissà cos’è peggio, comunque.
Quiz: ovvio che c’è differenza tra Italicum ed Italicus: uno finisce per esse e l’altro per emme. Quale dei due con che?

Il Capo quasi stato
“colpisce il dilagare della corruzione, ma no al protagonismo dei magistrati” – l’importante è l’avversativa.

Ordine Stato Nuovo

Ci si càndida alla carica (nel senso: di corsa). Pare che tutti quelli che vengono nominati, perciostesso siano da considerare “bruciati”, dunque sconfitti a prescindere. Non ho mai capito perché; un po’ come ti chiedessero: “ti faccio due uova o preferisci un po’ di pasta?” – “due uova, grazie” – “benissimo: quindi tu le uova non le mangi più”.
A ogni modo ci sono dei bei nomi: Riccardo Muti, il direttore d’orchestra, che così non potrebbe dirigere più una fava e gli rovinano la carriera; Gino Strada, che essendo una persona seria ed impegnata veramente, non ha nemmeno il tempo di mettersi a ridere; Laura Boldrini, che a parer mio somiglia a Napolitano pure di faccia e certamente non ce lo farebbe rimpiangere neanche un po’. Emma Bonino.
– Chi?
– Emma Bonino, partito radicale
– Ma scherzi?
– E no, che non scherzo. Neanche prima, scherzavo.
– Ah, neanche prima?!
– No.
– Allora hai uno strano modo di essere pazzo, son sicuro che non è vero.
– Non è vero che son pazzo?
– Già, purtroppo.

Habeas Pongo
La Corte di Cassazione Argentina ha deciso: Sandra, dopo 29 anni di detenzione può essere liberata; questa sentenza è ispirata nientemeno che all’ “Habeas Corpus”, la norma anglosassone che impone “vi sia sostanza” all’accusa. E l’accusa, all’esame dei fatti, è risultata non avere dunque sostanza.
Perciò, l’orang-utan Sandra sarà fatta uscire dallo zoo di Buenos Ayres che l’aveva ospitata tutto questo tempo. Intervistata, Sandra ha detto tra le lacrime: “sì, ma io che faccio adesso? Non ho un lavoro, non ho casa, non so nemmeno dove trovare un cazzo di banana”. Il leone Reginald, vicino di gabbia, a testa china ha mormorato: “l’ho scampata bella: sai che ridere se mi riportavano in Africa; chi le becca più le gazzelle, adesso. E poi coi casini che scoppiano, là… speriamo mi lascino in pace in galera”. La disperazione del guardiano: “Sandra era tutta la mia vita, ed ora me la portano via. Che farò qui io? Le giraffe, ti guardano dall’alto, gli ippopotami stan continuamente a mollo e il lama mi sputa sempre in faccia. Lei era la mia unica consolazione (piange)”.

Rarissimi panda
No, questa è bellissima: la Guardia Forestale piomba al Circo Orfei, ed uno subito pensa: povere tigri, poveri leoni, chissà; e invece no: i tigroni stanno bene (forse); il motivo del severo controllo è l’aspetto di due panda ben strani, che scodinzolano e fan pipì a gamba alzata. E allora si scopre che due cani Chow (dei bestiotti ursini con la lingua blu) sono stati truccati da panda, con tanto di occhio nero, per far foto coi turisti.
Patapùm: multone boia per il raggiro e pure per il maltrattamento ai Chow, cui evidentemente non era gradito esser presi per quei pirloni dei panda, eccheccacchio.

Padre perdona noi a pagamento
Il nostro Santo Padre che fa concorrenza tremenda al “Papa Buono” dei nonni, se l’è pigliata ancora con la Chiesa: e qui e là la Chiesa, brutti cattivi, non fate il bene, ma non si può così, e insomma e perbacco. Ora, io mi dico:
il Papa è l’ultimo sovrano assoluto del Mondo; un relitto di epoche dispotiche ormai presenti solo negli staterelli militari o nelle repubblichette finte, come la nostra. E allora, che gli ci vuole, dico io, che gli ci vuole a dire “la parola”, come Guzzanti? Egli s’alza bello una mattina e chiama i Cardinali: “Cardinali, venire qua, scattare! Da oggi si cambia: sàndali e saio per tutti, oro ai poveri e – udite udite – si paga la tassa sugli immobili! E adesso retro front e avanti marsch, fuori dalle caligae, unò-dué, hop, hop!”
Che gli ci vuole, il mio consiglio?

Parliamone

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